DECRETO MOBILITA’: DI MALE IN PEGGIO. POLIZIA PROVINCIALE RICOLLOCATA SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE

In allegato il comunicato e la bozza del decreto sulla mobilità

Nazionale -

 

La bozza di decreto che il governo oggi ci ha sottoposto, è un ulteriore passaggio che peggiora le sorti dei dipendenti delle province.

 

Il principio è la mortificazione di questi lavoratori, in quanto I LAVORATORI NON SEGUONO PIÙ LA LORO FUNZIONE.


La lenta strada verso la mobilità forzosa, preludio al licenziamento, in realtà segue il criterio di ricollocarli ad ogni costo, senza nessun rispetto della dignità di questi lavoratori che ancora oggi garantiscono l’erogazioni di servizi indispensabili per i cittadini.


Anche i lavoratori della polizia provinciale, che avranno il privilegio di poter scegliere il mantenimento del proprio profilo oppure e essere considerati al pari degli altri lavoratori della provincia, rischiano di poter essere ricollocati d’ufficio nella polizia locale, terminate le disponibilità in ambito provinciale/territoriale, di tutto il territorio regionale.


I lavoratori potranno esprimere la preferenza per i posti disponibili, alla ricerca almeno di una funzione compatibile con quella di provenienza, in amministrazioni nel proprio ambito provinciale o metropolitano, per quelle aventi sede nel Comune capoluogo della relativa regione e nell’ambito territoriale di Roma Capitale
In pratica un’affannosa ricerca di funzioni compatibili, vicinanza territoriale e qualche scarno principio di priorità (la presenza di un comando in essere, l’utilizzo della legge 104 per sè, per i propri familiari, presenza nel nucleo famigliare di minori di tre anni, situazione economica della famiglia, età anagrafica) porteranno i dipendenti delle province ad essere ricollocati dove capiterà, attraverso anche una seconda procedura di mobilità.


Ricollocati in qualsiasi ufficio, per qualsiasi funzione, in qualsiasi realtà della propria regione.


Dovremo formulare le osservazioni entro le prossime 48 ore ma da una prima veloce lettura possiamo solo rispedire al mittente questa inaccettabile proposta.

 

Rispetto della dignità e della professionalità dei lavoratori delle province!

 

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