FUORI DALL’EURO, DENTRO GLI ENTI LOCALI! Parte la campagna per le ELEZIONI RSU negli Enti Locali

In allegato il volantino

Nazionale -

Dopo un decennio di prove tecniche di decentramento delle funzioni dello Stato verso le amministrazioni locali, la crisi economica ha prodotto - a partire dal 2008 – un vero e proprio riaccentramento di potere che sintetizzammo in occasione del 1° Congresso USB  con lo slogan: ACCENTRARE IL POTERE, DECENTRARE IL DEBITO!

 

Il ridisegno delle autonomie locali ha visto gli enti provincia messi al centro del mirino sin dall’ultimo governo Berlusconi, ma l’attacco a questi enti ha visto anche tutti i governi successivi spendersi per la loro progressiva eliminazione (anche per l’intervento della Corte Costituzionale), fino a giungere alla loro resa definitiva in conseguenza dei tagli subiti in nome della stabilità finanziaria.

 

L’attacco alle province è solo il primo tassello di un complessivo attacco alle funzioni svolte dagli enti territoriali, veri motori del welfare: sanità, scuola, educazione, trasporti, servizi sociali, lavoro, etc.


Dopo il riuscito attacco alla previdenza pubblica è proseguito l’attacco al lavoro pubblico attraverso diffuse campagne mediatiche e condotte per un ventennio.  La concertazione ha prodotto fondi pensione e contratti che hanno fatto perdere salario, oltre al “lavaggio del cervello” subito dalla classe lavoratrice con i concetti di merito, produttività, premialità, etc.


E’ stata così distrutta ogni resistenza culturale del mondo del lavoro, ma gli effetti più vistosi in ambito pubblico, si sono visti proprio negli enti locali, dove la vicinanza della politica (e del clientelismo) ha distrutto ogni resistenza di classe.


Non va meglio per le Regioni la cui contrapposizione con lo Stato centrale si è – nei fatti –ridimensionata fino a prevederne una riduzione o un accorpamento (come accade per le Province).


Anche i nuovi centri di potere, che la legge Delrio individua nelle Città Metropolitane, nascono monche sotto il profilo amministrativo e finanziario per effetto dell’ultima legge di stabilità.


Ciò nonostante vediamo pericolosamente la concentrazione  di interessi e di poteri nelle mani dei Sindaci delle 10 Città Metropolitane, nonché Sindaci dei 10 Comuni capoluogo di Regione e futuri Senatori (senza elezione).


Senza contare che tali comuni sono individuati anche come centri autonomi di spesa nella nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020.


Anche per questo USB ha rivolto una particolare attenzione a questi enti e più complessivamente al comparto degli enti locali.   Il raggiungimento del requisito della rappresentatività in questo comparto diviene elemento strategico per l’intera organizzazione sindacale, oltre che per il personale che ci lavora.


Ma come lavoratori e le lavoratrici degli enti locali – da sempre comparto “Cenerentola” di tutto il Pubblico Impiego – non possiamo ritrovare la nostra funzione solo nella sfera sociale come protagonisti nella diffusione di democrazia, di diritti, e di reddito per la cittadinanza.


Abbiamo bisogno di veder riaffermato il diritto ad un salario vero, di veder riconosciuto il diritto alla carriera, di dare più risorse al primo livello contrattuale (la parte fissa e ricorrente del salario), più che a quello accessorio, ormai falcidiato dalle ispezioni e dalle interpretazioni riduttive ora dell’ARAN, ora del MEF, ora della Corte dei Conti, ora di taluni Giudici del lavoro.


USB su tutti questi aspetti chiede una drastica scelta di campo.  Non è più tempo di dubbi e incertezze.   L’accelerazione impressa da Renzi impone a tutti noi rinnovata resistenza.   A partire dalle prossime RSU, per le quali chiediamo un voto di sostegno che amplifichi la sola voce indipendente nel panorama sindacale: quella della USB.