COMUNE DI TRIESTE, ALL’ORIZZONTE UN BILANCIO TRIENNALE FATTO DI TAGLI E PRIVATIZZAZIONI

Trieste -

Trieste, 31 maggio 2017

COMUNE DI TRIESTE, ALL’ORIZZONTE UN BILANCIO TRIENNALE FATTO DI TAGLI E PRIVATIZZAZIONI :

LA RISPOSTA NON POTRA’ CHE ESSERE ADEGUATA ALL’ ATTACCO SFERRATO ALLE LAVORATRICI , AI LAVORATORI E AI SERVIZI PUBBLICI



Dopo settimane di preoccupante silenzio sulle sorti del bilancio, la Giunta comunale esce allo scoperto, anticipando un piano di bilancio triennale fatto di tagli, aumenti delle tariffe e privatizzazione dei servizi.

Tagli drastici sulla spesa del personale, accetta sulle supplenze e privatizzazione di servizi educativi, tagli ai servizi sociali, ai musei, alla manutenzione ordinaria e straordinaria, aumento delle tariffe ( mense e non solo) : in altre parole, riduzione o privatizzazione di servizi pubblici in gestione diretta, licenziamento di precarie e precari dei servizi educativi, aumento dei costi per la cittadinanza a fronte di un impoverimento dei servizi. Il Comune di Trieste abdica così alla sua già residua funzione sociale di erogatore di servizi essenziali alla cittadinanza e garante di un pezzo importante di welfare sul territorio, apprestandosi a diventare un erogatore di disoccupazione e di profitti sicuri per i privati, già pronti a partecipare al banchetto degli appalti che si profilano all’orizzonte.

Una ricetta ineluttabile, così ci viene raccontato, per ripianare un preteso buco di 13 milioni di euro e raggiungere il pareggio di bilancio. Non c’è niente di ineluttabile in questo bilancio, che ben rappresenta l’adesione del Comune di Trieste al ruolo di ragioniere delle compatibilità finanziarie che stanno mettendo in ginocchio anche gli Enti Locali. Patto di stabilità, pareggio di bilancio, taglio dei trasferimenti, blocco del turn-over : sono alcuni dei frutti avvelenati e tangibili delle politiche di austerità imposte dall’Unione Europea, che passando per le leggi antipopolari varate dai compiacenti governi nazionali, si riverberano anche sugli Enti Locali, con la evidente finalità di smantellare i servizi pubblici universali, togliere diritti e salario ai lavoratori, svendere i beni comuni ed affidare ai privati la gestione di una quota sempre più ampia di servizi.

Se è questa è la ricetta del Comune di Trieste, la reazione delle lavoratrici e dei lavoratori non si farà attendere e non potrà che essere adeguata all’attacco sferrato ai servizi pubblici, al lavoro ed ai diritti.

USB P.I. Comune di Trieste