POLIZIA AMBIENTALE REGIONALE o CFS. Questo il destino che vogliamo per gli operatori dell'attuale Polizia Provinciale

In allegato il volantino

Nazionale -

L’USB pubblico impiego esprime totale dissenso al transito della Polizia Provinciale nella Polizia Municipale. In questi giorni circola una “presunta” bozza del prossimo DL Enti Locali in base alla quale si intende smobilitare, al di fuori di ogni logica, gli appartenenti della Polizia Provinciale. Con questa pseudo iniziativa che sembra essere esclusivamente il frutto di capricci di alcuni attuali tecnici del Governo, i quali vorrebbero far transitare e ricollocare gli operatori della Polizia Provinciale all’interno delle varie Polizie Municipali. Si eliminerebbero con un colpo di coda delle professionalità formate con soldi pubblici e particolarmente esperte nella vigilanza ambientale, maggiormente nel controllo del territorio rurale, dalle discariche alla tutela degli animali selvatici, con competenze alte e professionali. Come USB pubblico impiego esprimiamo il nostro completo disaccordo nei confronti di questa operazione insensata che tutto è tranne che razionalizzare e migliorare. Un’azione che porterà alla perdita di quell’importante ruolo sociale che oggi gli operatori della Polizia Provinciale svolgono capillarmente sul territorio. Per questo chiediamo un incontro urgente al Governo e alle Regioni, con l’obiettivo di trovare una convergenza che rispetti in primis le competenze attuali dei lavoratori e che nello stesso tempo garantisca una continuità per i cittadini che pagano le tasse, continuando ad assicurare alla comunità certi servizi che in altri ambiti non potrebbero essere erogati semplicemente per la differente impostazione del lavoro quotidiano. Non ci sarebbero tutele in quei particolari settori in cui si insedia tra l’altro la criminalità organizzata, come ad esempio il controllo sul trasporto e lo smaltimento dei rifiuti, che rappresenta il pane quotidiano dell'attività del poliziotto provinciale. Non pensiamo che aggiungendo qualche agente della Polizia Municipale qua e là si possa risolvere il problema delle carenze di organico nei comuni (che avrebbero anche grosse difficoltà di bilancio a nostro parere), in quanto riteniamo che i lavoratori delle Polizie Provinciali italiane debbano essere ricollocati seguendo il principio che le funzioni specifiche, e in alcuni casi uniche, di questi operatori del settore, debbano continuare ad essere svolte seguendo un sano e logico riassetto dell’Amministrazione Pubblica e non per gettare fumo negli occhi delle persone. Negli anni gli agenti e ufficiali delle Polizie Provinciali si sono distinti per specifiche competenze attribuite alle Province, cosa a cui questo Governo sembra totalmente essere disinteressato, così come la ricollocazione del relativo personale.

 

Riteniamo quindi che la giusta collocazione del personale delle Polizie Provinciali possa essere trovata all’interno di una polizia ambientale regionale, attraverso la quale si possa quindi mantenere il personale per effettuare la vigilanza ambientale per quelle funzioni di cui le Regioni si stanno, e secondo noi SI DEVONO riappropriare come la vigilanza ittico venatoria, quella nelle acque interne, della flora, della fauna ecc. Alternativamente, garantendo la più ampia agibilità al personale, la ricollocazione può essere ricercata all’interno di un’unica polizia ambientale frutto della fusione tra le Polizie Provinciali e il Corpo Forestale dello Stato.

 

Il riordino delle funzioni di polizia ambientale, tanto caro al Ministro Madia, a cui per la sua “coerenza” abbiamo consegnato un simpatico Pinocchio nel recente Forum PA, dovrà rappresentare per il personale la soluzione più adeguata e funzionale in termini di servizio prestato fino ad oggi, nel pieno rispetto delle professionalità acquisite (quindi del lavoratore) e dell’utenza.

 

USB, IL SINDACATO CHE SERVE!