GENOVA CITTA' METROPOLITANA - BICCHIERI MEZZI PIENI O BICCHIERI MEZZI VUOTI?

Assemblea il 14 Ottobre aperta a tutto il personale

Genova -

E' uscita la Determinazione del Sindaco Metropolitano che individua i lavoratori della C.M. che potranno usufruire dei pensionamenti anticipati, e ne regolamenta la risoluzione del rapporto di lavoro, come previsto dalla L. 214/2011 Fornero.

In totale 77 lavoratori con un risparmio di più di 5.000.000 € in tre anni per la nostra Amministrazione.

 

E' una scelta obbligata ai fini del bilancio, scelta dovuta e causata dal provincicidio. Per fortuna non si è seguita l'indicazione di chi (UIL e parte della CGIL) invocava negli anni scorsi la dichiarazione di predissesto. Siamo contenti per i colleghi che andranno via e preoccupati per quelli che restano.

 

Ci stupiscono i comunicati di altre OOSS che esultano, eccitati al provvedimento e preoccupati solo di fare a gara per offrire i servizi dei loro sindacati nel seguire le pratiche pensionistiche, quando qualunque patronato le fa.

 

Tutto ciò, dopo aver sostenuto nel '95 la famigerata riforma Dini delle pensioni (lg 335/95), madre di tutte le riforme successive, Fornero compresa, che tanti danni hanno causato ai lavoratori.

 

La Determina dice anche altre cose, che riguardano il futuro di chi resta, che non condividiamo:

 

 il testo comprende un'analisi sulla distribuzione del personale rimasto e a sorpresa emerge la preoccupazione degli Amministratori nel rilevare uno “sbilanciamento” a favore delle categorie che svolgono mansioni operative rispetto alla categoria D, nella quale devono trovare collocazione le competenze necessarie allo svolgimento del ruolo a cui è chiamata la Città Metropolitana. Viene considerato prioritario ridurre, appena possibile, questa differenza assumendo figure ad alta qualificazione professionale. Nessuno nega la carenza di alcune figure ad alta qualificazione professionale, che però, ad una attenta osservazione dei lavoratori presenti, si scoprirebbe che esistono già e basterebbe operare riqualificando e mettendo in cantiere appena possibile delle progressioni verticali. Ma quello che ci ha indignato maggiormente è stato leggere che sarebbero troppi i lavoratori nelle categorie operative. Tutti quelli che operano nelle strade, nell'edilizia, ecc... toccano con mano tutti i giorni la carenza enorme di personale che c'è per poter erogare i servizi a cui siamo chiamati. Basterebbe osservare da vicino le carenze dimostrate nel lavoro ordinario e negli eventi alluvionali degli ultimi tempi.

 

 anche in questa Determina si sceglie la strada più comoda per risolvere il problema della Polizia provinciale. A marzo usata per fare cassa e, ora che il decreto Enti Locali darebbe la possibilità di mantenere il servizio, invece di impegnarsi affinché venga riconosciuta l'importanza anche economica e senza dubbio ambientale del servizio, si decide di non decidere, consapevoli che il 30 di ottobre è l'ultimo giorno utile per salvare questa funzione. Ci vogliono persuadere che lo spezzettamento dei lavoratori (qualcuno in avvalimento in Regione, qualcuno ai Comuni, altri in prepensionamento e quelli che restano in C.M.) sia l'unica strada percorribile, ma se ciò avvenisse, quanto potrebbe reggere una situazione che vedrebbe una ventina di agenti, su tutto il territorio della Città Metropolitana?

 

USB rivendica fin dall'inizio il mantenimento della Polizia della Città Metropolitana, in quanto il ruolo svolto è determinante negli ambiti faunistici, ambientali e di supporto al controllo di circa 2.000 km di strade provinciali.

 

Anche questa determina andrebbe letta nel complesso delle norme schizofreniche che ci hanno accompagnato dall'approvazione della legge Delrio e delle varie leggi di stabilità degli anni scorsi.

 

Se gli amministratori non intendono mettere in campo una decisa battaglia affinché i tagli già previsti per i prossimi anni siano cancellati, farebbero meglio a consegnare le chiavi a #renzistaisereno. Amministrare non significa fare i taglia teste.

 

Il bilancio approvato a luglio, del quale gli amministratori sono orgogliosi perché quella di Genova è tra le poche Città Metropolitane/Province ad averlo approvato nei termini previsti e ad aver raggiunto il pareggio di bilancio, è desolante. La cifra che ricorre di più è lo zero. Capitoli e capitoli di spese uguali a zero. Con un bilancio cosi l'unica strada è la chiusura in tempi brevi, ma la soluzione non sta nelle esternalizzazioni o nella privatizzazione dei servizi. La strada sta nel non arrendersi ai tagli devastanti dei vari governi e riconquistare con tutte la forze le risorse per andare avanti.

 

In pochi anni i vari governi hanno progressivamente tagliato molti servizi indispensabili: hanno iniziato con le Provincie, poi hanno tagliato le Camere di Commercio, le sedi periferiche della Croce Rossa e delle Prefetture, hanno chiuso tribunali e ospedali, hanno dichiarato 20.000 esuberi al Ministero della Difesa. Chi sarà il prossimo?

 

Dobbiamo rilanciare la lotta per dare un futuro a noi ed alle nostre famiglie e fermare questo sfacelo.

 

 

Mercoledì 14 ottobre 2015 ore 17,30

 

presso i locali della Confederazione USB

Via Cantore 29/2

 

Assemblea degli iscritti aperta tutti gli interessati.

 

USB-PI Città Metropolitana di Genova Genova 29-9-2015