LAVORATORI SPOSTATI COME PACCHI E SERVIZI SMANTELLATI. E' IL "MERCATO", BELLEZZA!

Genova -

 

Siamo assistendo in questi giorni ad avvenimenti che agli occhi di molti colleghi sembrano incomprensibili, ma non lo sono.

Proprio in queste ore sta arrivando a termine la delittuosa vicenda della ex Polizia Provinciale.

Dello storico corpo rimarranno solo pochissimi lavoratori destinati al controllo della viabilità e dell'ambiente. Talmente pochi che difficilmente potranno portare avanti un servizio utile alla comunità.

Una decina andranno a lavorare in avvalimento sulle funzioni ambientali passate alla Regione, il resto seguirà il percorso della mobilità attraverso il famigerato portale.

Avvalimento, ovvero mobilità selvaggia all'interno delle pubbliche amministrazioni. Oggi lavori in un posto, domani in un altro (se lavori).

I lavoratori della Polizia hanno fino all'ultimo creduto alle sirene dei sindacati concertativi che gli dicevano state tranquilli che noi sistemeremo le cose”.
Sindacati concertativi che hanno scelto, come sempre, scientificamente, di prendere tempo, di rinviare e di rassicurare. Tutto al fine di evitare qualunque possibilità di lotta che avrebbe potuto modificare i rapporti di forza. Hanno usato anche la RSU a quel fine.

Nel mentre, la ex Provincia e la Regione hanno “politicamente” deciso che il servizio andava soppresso.

Il risultato è stato l'ennesima cancellazione  di un servizio pubblico insostituibile e un favore alle varie lobbies.

Il tempo ci racconterà di cooperative varie, associazioni di volontariato e sopratutto di molti inghiottitoi per i fondi europei.

Ora tocca alla Polizia Provinciale, ma nei prossimi mesi potrebbero essere coinvolti molti dipendenti della Città Metropolitana.

USB fin dall'inizio aveva proposto un'altra strada. Aveva proposto un'opposizione decisa alle scelte dell'Amministrazione che doveva arrivare anche a forme di conflitto impegnative, come uno sciopero del servizio e/o l'occupazione del Consiglio Metropolitano per aggiungere l'unico obbiettivo possibile: una legge regionale che riassegnasse le funzioni alla Città Metropolitana insieme alle risorse per mantenere tutto il servizio.

Ma USB senza la volontà dei lavoratori può poco.

Nel frattempo  cominciano a farsi insistenti le voci, anche istituzionali, che molto presto verrà dismesso e venduto il SEDI che seguirebbe il destino dei CPI del Ponente e di Rivarolo immaginato dal supersindaco Doria.

USB si dichiara fortemente contraria a queste operazioni, che sanno tanto di speculazione immobiliare ma che, sopratutto, creano profondo disagio alle centinaia di lavoratori coinvolti che avevano costruito i loro equilibri di vita intorno a quei luoghi di lavoro. E nel caso dei CPI toglie servizi fondamentali in due zone della città particolarmente colpite dalla disoccupazione.

Lavoratori che vivono già un profondo malessere per l'aumento dei carichi di lavoro, per il mancato rinnovo del contratto, per il taglio alla produttività, per i continui attacchi portati ad arte dalla stampa. Lavoratori immaginati come pacchi nell'epoca della “modernità” e della “semplificazione”.



Ciliegina sulla torta è il progressivo taglio al fondo per la produttività. Il governo taglia i fondi alla Città Metropolitana, i nuovi Amministratori/ragionieri li applicano sforando il patto di stabilità e facendone pagare le conseguenze ai lavoratori, con un ulteriori tagli salariali e aumenti di carichi di lavoro.

Seguire e praticare le indicazioni dell' Unione Europea, tagliare e privatizzare tutto il possibile, vendere tutti i beni di famiglia, ridurre ancora i dipendenti,è questo il futuro per la Città Metropolitana  che  si stanno immaginando i cervelloni ed i politici dei piani alti. Alleggerirla talmente da renderla inutile.

Ma non esiste norma, non esiste legge, non esiste disposizione che non possa essere cambiata e stravolta: dipende dai rapporti di forza che si creano. Non è mera propaganda, ma solo dando grande forza ad USB e mettendo a disposizione la propria volontà di lottare si può ancora ribaltare la situazione. Solo la determinazione e la rabbia dei lavoratori possono dare un futuro a questa amministrazione.

Martedi 8 marzo dalle 15,30 saremo in Consiglio Comunale insieme ai lavoratori degli appalti per contestare le decisioni del supersindaco Doria.

Domenica 3 aprile a Milano si svolgerà una grande assemblea dei pubblici dipendenti in difesa del welfare e contro le privatizzazioni.

USB il sindacato che serve!




USB-PI Città Metropolitana di Genova