Regione Lazio. Trattativa sulle progressioni

Roma -

    I dipendenti regionali con la manifestazione del 27 novembre u.s. hanno dimostrato grande orgoglio nel respingere fermamente l’accordo scellerato sulle progressioni verticali e nel riaffermare la propria dignità di dipendenti pubblici.


    A seguito dell’occupazione degli uffici della presidenza di alcune decine di lavoratori, il segretario generale e presidente della delegazione trattante di parte pubblica –Francesco Gesualdi– e il direttore del personale -Giuseppe Nino Menna- hanno incontrato una folta delegazione di lavoratori e di dirigenti sindacali.

I rappresentanti dell’ amministrazione messi alle strette hanno rinviato di 48 ore la risposta alla richiesta formulata dal nostro coordinatore di riapertura della trattativa sulle progressioni verticali e di un incontro con il presidente Marrazzo per il contratto decentrato integrativo.


    Il 29 novembre, nella sala riunioni dell’assessorato al personale, il presidente della delegazione trattante- Gesualdi- è stato irremovibile nel confermare le posizioni dell’amministrazione apertamente schierate con le proposte indecenti di un “sindacato” che si arroga la rappresentatività nel merito dei criteri per le progressioni verticali e che non fa un buon servizio né a se stesso né ai dipendenti.


Il presidente Marrazzo rifiutando al momento la richiesta d’incontro ha invece perso un’occasione per confrontarsi con una delegazione sindacale che avrebbe rappresentato realmente le problematiche del personale e dell’organizzazione del lavoro.

 

    Invitiamo questa Giunta a riappropriarsi dell’autorevolezza che le compete restituendo ai lavoratori la dignità che fino ad oggi è stata calpestata e la cui buona fede è stata carpita da abili affabulatori che utilizzano gli strumenti della democrazia per esercitare il potere a loro esclusivo vantaggio dimenticando che gli incarichi politici rispondono all’obbligo di lavorare al servizio di tutti i cittadini.

Pertanto la nostra O.S. chiama i lavoratori ad una mobilitazione permanente, le cui iniziative concrete saranno discusse e cadenzate nelle assemblee del personale, che si concluderà quando la rivendicazione sarà accolta.